Circolo Tennis Trento
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A tu per tu con la nostra campionessa Sara Eccel

Studentessa al liceo sportivo “Pozzo” di Trento, un talento naturale esibito con una semplicità e una naturalezza disarmanti, come quando fulmina le avversarie con il micidiale rovescio a due mani, ma soprattutto un temperamento forte e determinato, che traspare evidente dalle risposte: «Se mi aspettavo di arrivare così in alto? Francamente no, ma ho lavorato tanto per riuscirci». Poche parole, non banali, Sara è una ragazzina intelligente, educata, lo capisci da come sta in campo, mai una frase fuori dalle righe, un gesto scomposto: «La tranquillità è uno dei miei punti di forza – rivela - Il tennis mi piace perché le responsabilità sono solo tue, come le vittorie, io però devo ancora crescere tanto, soprattutto di diritto». In tre anni non ha mai saltato un allenamento, ma i margini di miglioramento sono ancora molto ampi, non fosse altro che per quella volontà ferrea che la spinge ad inseguire il suo sogno nel cassetto. Un luogo magico, Wimbledon: «Mi piacerebbe tantissimo riuscire un giorno a giocare sui quei bellissimi campi in erba, respirare quell’atmosfera speciale».
Raccontami per prima cosa come ti sei avvicinata a questo sport.
«Io ho iniziato a giocare a tennis all’età di 7 anni a Trento (Circolo Tennis Trento). Veramente è stata una mia decisione provare questo sport che mi affascinava molto. Mio papà giochicchiava un po' ma lui non mi ha mai spinta a praticarlo. Ho iniziato a giocare con un maestro, Samuele Carraro, e ho subito capito che era lo sport adatto a me».
Il Tennis come è diventato da essere un gioco, anche il tuo hobby/lavoro a temo pieno. Qual è il tuo rapporto con il tennis e quale il tuo sogno in questo sport?
«Io mi sono sempre divertita moltissimo ad allenarmi e a fare tornei. Se devo essere sincera fino al primo anno under 14 non ero molto forte, infatti rispetto alle ragazze della mia età ero un po' indietro; forse mi mancava anche un po' di esperienza di tornei. Però ho continuato a lavorare al massimo per migliorarmi sempre e alla fine i risultati si vedono sempre. Il mio rapporto con il tennis non si può descrivere perchè io vivrei solo di questo! Il mio sogno è andare a Wimbledon».
Descriviti come giocatrice.
«I miei colpi migliori sono servizio, rovescio e le volé. Sono alta 1.75m e fisicamente sono buona. Bisogna migliorare sempre tutto per aumentare il livello di gioco».
C’è una giocatrice del circuito maggiore alla quale ti ispiri? e la vittoria della Schiavone ha dato una maggiore spinta a voi giovani ragazze? che emozioni hai provato nel vedere in tv la finale di Parigi?
«A me nel circuito WTA piacciono molto la Wozniacki e la Henin. La vittoria della Schiavone sicuramente aiuta noi giovani a capire che per ottenere risultati importanti bisogna lavorare con il massimo impegno e soprattutto non mollare mai, perchè se si ha un obbiettivo bisogna crederci sempre fino in fondo. Quando la Schiavone ha vinto l’ultimo punto della finale è stato molto emozionante e sarebbe bellissimo trovarsi tra qualche anno al suo posto in quel giorno fantastico».
Hai giocato le prime partite a livello 10.000$, come ti sei trovata? Quali le differenze con il circuito junior? È un mondo che ti piace?
«Si è vero, ho giocato le prime partite a livello 10.000$ e sinceramente mi sono trovata bene. Ho giocato già due partite con ragazze numero 400 al mondo e anche se ho perso sono state due partite lottate quasi alla pari, non c’è una differenza enorme. Nel passare dai tornei junior a questi, la differenza che si nota maggiormente è che negli junior ad esempio durante un match ci sono molte occasioni per andare avanti nel punteggio e i momenti importanti del match sono parecchi. Invece nei 10.000$ le avversarie ti danno pochissime chance e se fai qualche errore di troppo il match non lo recuperi più o comunque hai maggiori difficoltà. Questo “mondo professionistico” mi piace molto e farò di tutto per arrivare più in alto possibile».
Per concludere, qual è la cosa che ami di più del tennis?
«Non c’è una cosa che mi piace di più del tennis perchè la parola “tennis” per me rappresenta tutto l’insieme delle cose più belle che conosco!».

Fonte: Corriere del Trentino e Tennis.it

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